Debito, risanamento e sviluppo: la forza dei numeri

Puntuale tanto quanto scontata, ecco arrivare la polemica sul debito della Città di Torino. Durante la campagna elettorale del 2011 era stato il centro-destra, con scarsa fortuna, a tappezzare la città di manifesti sull’ammontare del debito della Città. Quello del rigore e della austerity, del resto, è storicamente un tema molto caro alle destre liberiste e quindi è davvero curioso il riposizionamento di Giorgio Airaudo che, in Grecia sostiene “le battaglie” di Varoufakis, mentre a Torino si sceglie le stesse posizioni di Roberto Rosso.

Passoni vs Airaudo

Repubblica 23/03/2016

Il debito contratto dalla città di Torino nei primi anni duemila ha consentito di trasformare la città (metropolitana, passante, periferie, cultura) e di non farla piegare dalla crisi del settore automotive prima e dalla crisi economica globale poi. Senza quegli investimenti, senza l’intervento pubblico sull’economia locale,  Torino non si sarebbe trasformata e probabilmente avrebbe seguito un destino simile a quello di Detroit.

Il debito della Città di Torino è sempre stato sotto controllo e ha toccato il suo apice nel 2011: da quel momento in poi scende costantemente al ritmo di 80 / 100 milioni di euro all’anno. Nel 2016 arriverà ad un ammontare del tutto simile a quello del periodo pre-olimpico.

Nel dettaglio: negli ultimi 5 anni il debito è passato dai 3,3 miliardi del 2011 ai 2,8 del 2016. La discesa complessiva dei 5 anni del primo mandato Fassino si avvicina ai 450 milioni di euro

Scende il debito della Città di Torino

In calo il debito della città di Torino: 500 milioni di euro in meno in cinque anni

In quanto ai contratti derivati, altro argomento di propaganda, il loro ammontare è stato dimezzato sia attraverso estinzioni, che attraverso operazioni di rimborso. Il valore dei derivati è passato, infatti, dai 1,25mld del 2006 ai 0,67mld di oggi, valori comunque già compresi nell’indebitamento complessivo appena riportato.

Dimezzati i derivati della Città di Torino

Dimezzato l’ammontare dei contratti derivati della Città di Torino

Coniugare risanamento e sviluppo è di sinistra ed è esattamente ciò che questa giunta – pazientemente – ha fatto negli ultimi 5 anni nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori. 

È anche grazie a questa strategia di lungo periodo se, per fare un esempio tra i tanti, dopo i risultati strepitosi della stagione invernale, anche il ponte di Pasqua segna un lusinghiero +8%I dati diffusi ieri da Ascom Confcommercio confermano la nuova vocazione della nostra città, che in questi anni sta diventando sempre più attrattiva e interessante, ritenuta tra le più belle, in Italia e nel mondo.

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