Franceschini al Salone del Libro, buone notizie: “Via l’Imu per le librerie”

13 maggio 2016
Franceschini al Salone del Libro, buone notizie: “Via l’Imu per le librerie”

Il libraio è una figura importante nella diffusione della cultura, ma oggi subisce la concorrenza dei grandi store e della vendita telematica.
Alle difficoltà generali del mercato si aggiungono le contingenze: gli italiani leggono sempre meno, e dunque tutelare queste figure – capaci di costruire rapporti personali con i cittadini – è fondamentale.
Un buon consiglio ti porta ad un buon libro, e il libraio è il soggetto principe di una relazione non solo tra commerciante e cliente, ma quella tra un esperto ed un curioso.
Dare una mano alle librerie è quindi sintomo di grande sensibilità, e di una progettualità che coinvolge il cittadino-persona.

È stato bello ascoltare le parole del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini dal Salone del Libro. Da tempo ci si auspica provvedimenti concreti al settore cultura, e in questo senso l’annuncio dell’eliminazione dell’Imu per le librerie potrebbe essere un primo passo in quella direzione.
Così ha dichiarato il Ministro:

franceschini1“Riconosco il valore delle librerie – riporta Huffington Post – spesso costrette a lavorare in un mercato difficile, e per questo sono impegnato a proporre l’eliminazione dell’Imu sulle librerie.
Il mancato introito fiscale non sarà a carico dei comuni, ma sarà ottenuto con trasferimenti dello Stato. Il 24 maggio firmeremo poi a Roma un patto con le tv per il sostegno alla lettura.
Nel mio primo anno al Salone del Libro, nel 2014, avevo detto che il sistema tv aveva molte responsabilità nel non aver sostenuto la lettura.
Le tv possono concretamente farlo, non attraverso trasmissioni che si rivolgono a chi legge già, ma nella tv generalista attraverso la fiction, attraverso messaggi e segnali precisi”.

Il ministro ha poi annunciato un’iniziativa romantica, ma carica di significati: “Regaleremo un libro ai nuovi nati, per abituarli fin dalla nascita“.
Riguardo a Torino, Franceschini ha dichiarato: “Una volta non ti veniva in mente Torino per venire a vedere la cultura. Investendo intelligentemente, unendo gli sforzi di pubblico e privato, Torino ce l’ha fatta.
L’Italia volterà pagina se seguirà l’esempio di Torino nella sua metamorfosi
“.
Gli ha fatto eco il Sindaco Piero Fassino, che ha sottolineato: “Nella cultura abbiamo trovato una strada per il rinnovamento: siamo una città visionaria“.

L’ingresso al Salone del Libro 2016, giovedì [foto La Stampa]

Concetti che qualche tempo fa erano già emersi nella nostra intervista a Rocco Pinto, libraio e demiurgo di Portici di Carta.
Questi auspicava una maggiore attenzione per una attività, quella del libraio, che è in sofferenza per diversi motivi:

“La politica, e soprattutto la sinistra, dovrebbe riconoscere il valore sociale dell’attività svolta dalle librerie, soprattutto nei quartieri dove è più difficile diffondere cultura. Ad esempio, in Italia non c’è una legge che riconosce le librerie di qualità, ce n’è una sull’editoria ma nessuna che guardi a tutta la filiera del libro. In Toscana e in Puglia ci sono stati i primi esperimenti normativi e credo che tra le buone pratiche vada anche ricordato il “Patto per il libro” di Milano”.

Progetto Torino sostiene la cultura, la sua diffusione concreta: siamo felici che il Governo sia sulla nostra lunghezza d’onda!

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