ICT pubblico: la Legge di Stabilità impone di ripensare il CSI-Piemonte

24 maggio 2016 Notizie
ICT pubblico: la Legge di Stabilità impone di ripensare il CSI-Piemonte

Con “ICT pubblico” si intendono le tecnologie pubbliche di informazione e comunicazione.
Il quadro normativo di riferimento è mutato di recente, ed è orientato a una maggiore centralizzazione: di conseguenza, è diventato necessario mantenere un controllo locale.
Per questi due motivi è diventato urgente ripensare il ruolo del CSI-Piemonte, l’ente strumentale della Pubblica Amministrazione Regionale in campo informatico e telematico.

Le Premesse

A cambiare le carte in tavola è stata la Legge di Stabilità 2016: dopo la sua promulgazione, non è più possibile proseguire il percorso di privatizzazione così come era stato pensato fino a ieri.

Per le Pubbliche Amministrazioni ormai, infatti, gli affidamenti esterni, devono passare obbligatoriamente (salvo eccezioni motivate)dagli aggregatori della domanda pubblica, quali a livello nazionale Consip (società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che svolge attività di consulenza, assistenza e supporto nell’ambito degli acquisti delle Pubblica Amministrazione), a livello locale SCR (la partecipata della Regione Piemonte istituita per razionalizzare la spesa pubblica) e Città Metropolitana di Torino.
Non sarebbe quindi più legittimo un affidamento “a priori” ad un soggetto diverso (per di più estraneo al sistema della Pubblica Amministrazione) come sarebbe la società privata che dovesse rilevare le attività di produzione del CSI-Piemonte al termine del dialogo competitivo in corso.

Sempre la Legge di Stabilità 2016 impone nuovi obblighi sugli acquisti di beni e servizi in materia informatica, prevedendone la riduzione del 50% nel prossimo triennio. Tale riduzione, soprattutto per le amministrazioni più virtuose, non permetterebbe il mantenimento dei servizi minimi. Questo limite non trova però applicazione alle attività che la Pubblica Amministrazione svolge al proprio interno, direttamente o tramite soggetti  in-house quali il CSI-Piemonte.Insomma, la Legge di Stabilità de facto incentiva la Pubblica Amministrazione ad internalizzare – anche nella forma dell’affidamento in-house – per evitare la scure del 50%.

A ciò si aggiunge il nuovo “Testo unico sulle società partecipate” (uno dei decreti legislativi attuativi della riforma Madia della Pubblica Amministrazione), in cui si rilevano due aspetti: se è vero che esso non dovrebbe applicarsi in senso stretto al CSI-Piemonte, in quanto Consorzio e non società, è altrettanto vero che in fase di interpretazione estensiva rafforza il concetto di in-house-providing.
In altre parole, l’idea del Legislatore è inequivocabile: queste regole possono essere applicate anche al CSI-Piemonte, e dunque la situazione che si prospetta per il prossimo futuro rende per lo meno problematica la partecipazione all’ICT pubblico di soggetti privati.

smart-city-malta-il-gateway-ict-del-mediterraneo-5508884

Scenario

Per adeguare l’esistente alla nuova normativa, bisogna analizzare e ridefinire i raggi d’azione delle singole parti agenti nel contesto, vale a dire principalmente CSI-Piemonte, SCR e AGID.
Vediamo queste singole componenti.

LOGO_RENDER_OK

CSI-Piemonte

Come detto, il Consorzio per il Sistema Informativo è l’ente strumentale informatico della Regione Piemonte e di altre decine di Pubbliche Amministrazioni piemontesi a partire dalla Città di Torino e dalla Città metropolitana.

Il CSI-Piemonte, nel nuovo contesto:

  • rimane Consorzio pubblico e agisce come vera in-house, quasi un vero e proprio ufficio inscritto nell’organigramma della Pubblica Amministrazione;
  • svolge compiti propri delle Pubbliche Amministrazioni consorziate, esercendo funzioni e servizi “di materia” end-to-end, e non fornendo esclusivamente le componenti ICT (in questa maniera la spesa pubblica affidata a CSI diventa “spesa per servizi propri dell’Amministrazione”, e pertanto non è sottoposta alla disciplina dei commi 512-520 della Legge di Stabilità 2016);
  • applica la nuova normativa definita nella  Legge di Stabilità, approvvigionandosi, per quanto riguarda l’ambito ICT, in due modi:
  1. o tramite l’intermediazione degli enti sopra citati (SCR, Città Metropolitana di Torino, CONSIP)
  2. oppure, in modo giustificato e soggetto alla riduzione a regime del 50%, secondo le procedure normali degli appalti pubblici.

Nel contesto della Legge di Stabilità, si badi bene, CSI-Piemonte si avvia comunque a perdere le commesse per i servizi pienamente confrontabili con quelli disponibili a scaffale su CONSIP (es. servizio stipendi, contact center, assistenza PDL e a tendere altri servizi); inoltre, perderà quegli sviluppi per grandi sistemi che vengono centralizzati a livello nazionale (es. ANPR, SPID, Pagamenti e a tendere altri sistemi).

src-piemonteSCR

Anche la Società di Committenza della Regione Piemonte (che abbiamo visto essere la partecipata della Regione Piemonte istituita per razionalizzare la spesa pubblica) dovrà adeguarsi ai nuovi compiti.

  • Dovrà essere potenziata per far fronte alle attività derivanti dai nuovi della legge di stabilità; deve perciò acquisire nuove competenze (e nuovo personale) per definire i requisiti e i vincoli delle gare d’appalto per servizi ICT complessi.
  • Sarà quindi un soggetto strategico per la valorizzazione dell’ICT privato locale, anche perché i casi sono due:
  1. Adeguarsi con tutte le strutture pubbliche piemontesi al nuovo sistema pensato dalla Legge di Stabilità 2016.
  2. Sottostare al concreto rischio di “desertificazione” del settore, perché se il nostro adeguamento risulterà farraginoso, incompleto o non concorrenziale assisteremo (anzi, saremo obbligati) ad un ricorso generalizzato a CONSIP (e quindi a fornitori di livello nazionale o sovranazionale).


logo-AGID_0AGID

AGID è l’Agenzia per l’Italia Digitale, diretta emanazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche AGID rientra nello schema di innovazioni che si rende oggi necessario.
Ad essa è affidata la regia complessiva della strategia ICT nazionale, in particolare attraverso la redazione e l’aggiornamento del Piano triennale che contiene le priorità e gli indirizzi di spesa per tutte le Pubbliche Amministrazioni centrali, regionali e locali.

Per poter assicurare i compiti di indirizzo e di governance complessiva che la Legge di Stabilità le affida (piano triennale, interventi di consulenza anche organizzativa presso gli Enti, ecc.)

  • dovrà potenziare le sedi locali;
  • dovrà necessariamente aumentare l’organico, se è vero – come è vero – che l’Unità Nord-Ovest, oggi dislocata peraltro proprio in CSI-Piemonte, è composta da una persona.

ICT-graphic

Proposta

Tirando le somme di questo nostro ragionamento, possiamo stabilire una serie di punti.

  • La mission del Consorzio viene ridefinita:
    • CSI-Piemonte espleta funzioni degli Enti consorziati, gestendo servizi specifici (es. Demografia, Agricoltura, Energia, etc) in modo completo, dalla progettazione all’erogazione finale;
    • mette a disposizione un’infrastruttura ICT pubblica per il dispiegamento dei servizi per gli Enti consorziati;
    • introduce elementi d’innovazione all’interno dei processi della Pubblica Amministrazione, proponendosi come punto di raccordo con il mondo della ricerca pubblica e privata;
    • offre supporto al settore delle piccole e medie aziende locali, mettendo a disposizione infrastruttura ICT e supporto specialistico (es. ambito tecnologico, metodologico e fund raising);
    • si propone come incubatore di start up in ambito ICT.

 

  • L’operatività del Consorzio si concentra su alcuni filoni principali
    • l’erogazione di servizi end-to-end per le Amministrazioni consorziate in una logica di integrazione verticale;
    • l’integrazione dei sistemi informativi degli Enti consorziati con le grandi piattaforme nazionali e il supporto al loro dispiegamento sul territorio;
    • il governo e la gestione dell’infrastruttura ICT pubblica del Piemonte.

 

  • L’organizzazione del CSI deve evolversi di conseguenza, verso una struttura che faciliti l’integrazione verticale (tramite il modello delle Business Unit).

 

  • livelli occupazionali possono essere mantenuti sia tramite il permanere di attività importanti in capo al Consorzio (come è evidente da quanto sopra e anche in assenza di un conferimento delle attività legate alla Sanità regionale), sia attraverso un’attenta programmazione della mobilità tra soggetti pubblici, funzionale alla dislocazione razionale delle competenze e della forza lavoro presso le organizzazioni effettivamente incaricate di realizzare determinati servizi per la Pubblica Amministrazione.
    A titolo di esempio, potrebbero essere destinatari di un trasferimento di personale:
  1. SCR e Città Metropolitana, per il rafforzamento delle capacità operative delle centrali di committenza locali;
  2. articolazioni di SOGEI o di altre società pubbliche, per il dispiegamento delle piattaforme ICT nazionali sul territorio;
  3. AgID e sue articolazioni locali, per le funzioni di programmazione e di governance complessiva dell’ICT;
  4. sistema delle partecipate regionali e comunali, nella logica di una razionalizzazione della ripartizione delle attività di competenza (es. SORIS per le attività legate ai tributi, 5T per quelle relative alla mobilità, ecc.).

Sono ipotizzabili ovviamente anche movimenti di personale da altri soggetti pubblici/partecipati verso CSI, nella stessa logica (es. TopIX, CSP, Torino Wireless, ecc.).
Si dovranno comunque prevedere interventi di riqualificazione e di collocazione in nuovi profili professionali per una parte di personale (soprattutto di supporto amministrativo) che dovesse risultare non più allineato alle necessità produttive del complesso del comparto.

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Facebook/Progetto Torino

Twitter/Progetto Torino

Instagram/Progetto Torino

YouTube/Progetto Torino