Il Sole 24 Ore: questa è la Torino che scrive il futuro

25 maggio 2016 Notizie
Il Sole 24 Ore: questa è la Torino che scrive il futuro

Nella giornata di oggi, 25 maggio, il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo di analisi sulla situazione della nostra città dal titolo “Turismo e cultura, la metamorfosi di Torino” e firmato da Filomena Greco.
Con la serietà che lo contraddistingue, il Sole ha scattato una fotografia accurata, precisa e onesta: non un panegirico acritico – sono troppo prestigiosi per operazioni del genere – ma un focus preciso, in cui con oggettività si elencano le cose che funzionano (e sono state migliorate dall’Amministrazione Fassino) e quelle su cui invece bisogna lavorare.

È difficile nascondere la soddisfazione nel vedere condiviso e apprezzato non solo il nostro modo di fare politica, attuato negli ultimi 5 anni, ma soprattutto il progetto che abbiamo su Torino per i prossimi.
In questa rapida grafica si evidenziano i passi avanti fatti dall’amministrazione di centrosinistra negli ambiti più sensibili della città.

sole_2

Il nostro Popular Report ha riscosso apprezzamento e successo, facendo guadagnare a Torino la fama di città trasparente, aperta e pronta al dialogo con la cittadinanza sui temi dei conti pubblici. Il famigerato debito ha invertito la tendenza e ha iniziato a calare, e poi infrastrutture, grandi opere, raccolta rifiuti.
Ed il confronto con il 2012 segnala indici in miglioramento in praticamente tutte le categorie analizzate.

sole_1

È vero, Torino non può limitarsi al comparto turistico: il turismo è un settore che oggi funziona, in crescita vertiginosa e in un certo senso perfino inaspettata. Ammettiamolo: già solo negli anni ’80, parlare di “Torino città turistica” era un’utopia, e leggere che nel solo 2015 sono passate dalle nostre parti 1.700.000 persone (un milione e settecentomila!) non può che inorgoglire.

Ma questo non basta, e non è vero che una città di 892.000 residenti può prosperare di solo turismo: è una favola bella da cui dobbiamo scuoterci.
Dobbiamo – tornare – a parlare – di industria! Lo dice il Sole 24 ore, soprattutto lo diciamo noi.
Da anni.
Per usare le parole dell’articolo, Torino “non può prescindere dalla sua vocazione manifatturiera“, perché è questo comparto a dare lavoro ai residenti e attirare energie economiche da inserire nel sistema.

Il problema della povertà, che oggi affligge 100.000 concittadini (fonte: Caritas), è un grido di dolore a cui l’Amministrazione non può essere insensibile, e la cui risposta deve essere bidirezionale: nuova e buona occupazione da una parte, risorse per il welfare dall’altra.
TorinoSu questo il Sole è sulla nostra linea, e nell’articolo cita un elemento per noi decisivo: 4 milioni di metri quadri da recuperare e riqualificare, pesante eredità di un passato industriale di vecchia concezione.
La nostra ricetta non è semplice, non sarà una passeggiata: ma è seria, precisa e con i piedi per terra. Bisogna generare nuova occupazione proprio da questi spazi in via di recupero: dobbiamo essere abbastanza bravi, competenti e capaci da sfruttare questa caratteristica della città e trasformarla in un volano per l’economia.
Nuovi spazi e nuove interconnessioni che attraggono nuove imprese e nuovi investimenti che generano nuovi posti di lavoro.

È una politica aggressiva sull’economia della città, e non ci fa paura pensarla: aggredire l’economia per creare lavoro, non limitandosi a consumare il suolo, a “riempire gli spazi”.
Solo se questa città riparte nella sua dimensione produttiva risolveremo il principale dei suoi problemi; non solo: qui troveremo anche le risorse per realizzare il welfare di cui l’Europa è orgogliosa progenitrice.
Le forme di assistenza, di aiuto, di solidarietà, di bene comune prevalente sul bene del singolo sono un’eredità orgogliosamente europea, e quindi italiana, e quindi torinese. I cardini della sinistra.
Non esiste città se non c’è solidarietà, non c’è solidarietà se non ci sono risorse, non ci sono risorse se non si crea lavoro: questa è la buona politica che genera buona occupazione.

bb9eaa35e4fa3c03413a97bd76332659La crisi economica ha colpito duramente Torino, è inutile negarlo. Per dirla con il professor Giuseppe Berta, bocconiano, “La crisi economica è arrivata in un momento in cui la città era ‘a metà del guado’, in transito da un modello industriale a una realtà economica policentrica“.
Da un certo punto di vista, la riconversione turistica ha fornito un salvagente fondamentale: arte, cultura, eventi ospitati negli scenari postolimpici come il PalaAlpitour, l’offerta museale in cui spiccano le 1.000 presenze giornaliere al Museo Egizio; ma ora non possiamo più accontentarci.
Noi conosciamo il bisogno di lavoro che ha Torino, e abbiamo molte idee per soddisfarlo.

LEGGI QUI L’ARTICOLO COMPLETO
IL SOLE 24 ORE: TURISMO E METAMORFOSI DI TORINO

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Facebook/Progetto Torino

Twitter/Progetto Torino

Instagram/Progetto Torino

YouTube/Progetto Torino