Giorgia Garabello: Torino città giovane e sostenibile

30 maggio 2016 Interviste
Giorgia Garabello: Torino città giovane e sostenibile

Giorgia Garabello, 19 anni, studentessa del quinto anno del liceo linguistico Gioberti. Proviamo a chiederle come si descriverebbe a chi non la conosce.

Sono una studentessa di periferia, (abito alla Barca) che frequenta il Gioberti, liceo classico linguistico del centro. Sono stata eletta più volte rappresentante degli studenti e sono molto attiva sul campo delle politiche studentesche.
Non sono sportiva ma amo stare all’aperto, mi piace stare in mezzo alla natura e di Torino amo i tanti luoghi ‘verdi’.
Non ho interessi particolari ma sono molto curiosa. Guardo con attenzione alle varie tematiche che riguardano me e i miei coetanei. Sono attratta dalle novità in campo musicale, artistico e mi piace partecipare ad eventi che mi sappiano coinvolgere.

Qualche volta ho però l’impressione che l’offerta culturale, artistica e musicale sia più rivolta al mondo degli adulti, escludendo noi giovani da esperienze che invece, se presentate in altro modo e, a volte, con costi differenti, sarebbero più accessibili e motivo di crescita ed arricchimento.

Torniamo a parlare di scuola. Ormai giunta alla fine del tuo percorso liceale, quale è il bilancio complessivo della tua esperienza?

In questi anni ho sempre cercato di captare le occasioni e le opportunità che la scuola offre.
Nella mia scuola molte sono le opportunità culturali e di scambio ma arrivata ora alla vigilia dell’esame di stato avverto una certa pesantezza.
Trovo che ci sia nell’insegnamento quotidiano, in classe, poco spazio di confronto, di discussione e di approfondimento. La logica è quella dettata dallo scorrere veloce del tempo, si corre in continuazione dietro ai programmi e alle verifiche e tutto questo a scapito della formazione reale dell’individuo.

Mi rendo conto che queste sono da una parte logiche che sono da far risalire ad una struttura scolastica nazionale che fa ancora un po’ fatica a stare dietro a studenti che cambiano ed ad una società che evolve sempre più velocemente; dall’altra ci troviamo,ad affacciaci ad un mondo del lavoro che spaventa un po’ tutti, adulti e meno adulti, legato alla competitività e all’individualismo.
Ritengo che la soluzione sia quella di lavorare più sulla formazione e sul confronto.

Torino, scuola e giovani

Come ho già detto, ci sono molti servizi e offerte per i ragazzi della mia età, ma ho l’impressione che spesso non vengano sentiti e percepiti come tali.
Gli studenti non sanno quali sono le opportunità e avvertono però alcune mancanze, ad esempio quella di luoghi dove studiare, come disservizio.

Una delle criticità che io, che abito lontano dal centro città, riscontro, sono le distanze oltre che da scuola( al mattino ci metto un’ora per arrivare) in periferia non ci sono luoghi per studiare e per incontrarsi.
Avverto però un cambiamento in positivo  rispetto alle offerte culturali, le attività in questi anni sono aumentate e sono di livello molto alto, anche se noi continuiamo ad essere più facilmente fruitori di ciò C ci viene proposto in ambito scolastico.

Dal punto di vista dello svago, Torino è una città molto vivace e piacevole, ma rimane il problema dei passaggi dei trasporti notturni

 E la “movida”?

È concentrata in alcune zone di Torino con disagi per chi dei giovani abita lontano e con proteste dei residenti.
Purtroppo viene spesso percepita come una situazione di degrado ma non è così. I luoghi della movida sono luoghi di incontro, di divertimento.
Mi piacerebbe poter vivere una dinamica più di socialità e di cultura senza la demonizzazione del fenomeno, ricordando che tutti sono stati giovani.

La sicurezza, un problema?

Non ho mai percepito la questione sicurezza come un problema. Non so quale potrebbe essere la soluzione ma non mi sembra una priorità per la mia città.

La Torino che vorresti?

Parto dalle proposte sul mondo che conosco meglio, quello degli studenti.
Mi piacerebbero più spazi di socializzazione che  non siano necessariamente nelle scuole ma che creino i presupposti di confronto reale che proprio nelle scuole spesso mancano: spazi di protagonismo giovanile, spazi per agire e confrontarsi, possibilmente autogestiti e che potrebbero essere ricavati da spazi dismessi

Poi spazi per studiare, nostri ma anche condivisi con gli studenti universitari, senza doversi pestare i piedi a vicenda.
Dal punta di vista tecnologico sarebbe importante un accesso libero ad un Wi-Fi cittadino, semplice e no di difficile modalità

Infine è prioritaria la questione trasporti. Una mobilità sostenibile, piste ciclabili sicure e più distribuite, dal centro alla periferia, con un servizio di trasporto pubblico più esteso sia a livello di tragitti che di orari, che ci permettano di muoverci liberamente, anche di sera e di notte.

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