Mariagrazia Pellerino: “Le disuguaglianze sociali si vincono garantendo a tutti istruzione di qualità e alta formazione”

1 giugno 2016 Interviste
Mariagrazia Pellerino: “Le disuguaglianze sociali si vincono garantendo a tutti istruzione di qualità e alta formazione”

Torino continua ad essere la quarta città d’Italia ma come molte altre città del Paese soffre di una riduzione di nascite, di residenti in età fertile, di emigrazione giovanile. Le ragioni di questa tendenza sono articolate ma certo anche intrecciate alla generale crisi economica. Le analisi ci dicono anche che molti residenti si sono spostati nella prima cintura e dunque sono residenti della Città Metropolitana.

Torino è la metropoli italiana dove negli ultimi dieci anni vi è stata la maggiore crescita di stranieri e continua ad avere uno dei tassi migratori più alti d’Europa (l’area torinese più di Barcellona, Lione, Amsterdam; fonte Rapporto Rota su Torino, 2015).

Oggi nei servizi dell’infanzia della Città il 38% delle bimbe e dei bimbi sono torinesi non italiani.
Negli ultimi due anni la disoccupazione e la crisi hanno segnato una flessione, peraltro modesta, di lavoratori immigrati in Città (di circa 6000 unità su un totale di 142.000).

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NELL’OGGI CAMMINA GIA’ IL DOMANI

L’attrattività internazionale per studenti universitari, la creazione di offerta di lavoro di qualità per i laureati o dottorati internazionali, l’accoglienza di lavoratori stranieri, il sostegno alle politiche formative e i servizi per l’infanzia, insieme all’offerta culturale e alla capacità di fare integrazione tra culture, sono state le direttrici delle politiche della Città.

L’Amministrazione Comunale ha puntato su un modello di sviluppo locale sostenibile fatto di promozione dell’innovazione, della ricerca, della formazione, della cultura e del turismo come driver economici e strumenti di mobilità sociale: non è un caso se Torino e i suoi eventi culturali, con le conseguenti ricadute economiche e di lavoro, sono premiati dall’attenzione internazionale.

Torino oggi è contornata da centri di ricerca su automotive e design di compagnie indiane e cinesi e al Politecnico General Motors intende raddoppiare la sua presenza. Torino è la città italiana, seconda solo a Milano, per numero di brevetti depositati. A Torino insiste uno dei distretti aerospaziali più riconosciuti al mondo e l’Energy Center che sta sorgendo è stato scelto dall’Europa: dalla Commissione Europea per insediare laboratori di ricerca sulle tecnologie elettriche e dell’energia.
Torino è stata riconosciuta dall’Europa come seconda capitale dell’innovazione.

La strada per vincere sulla crisi e sulla disoccupazione è quella di aumentare la capacità e la formazione delle cittadine e dei cittadini per attivare lavoro di qualità, attrarre nuove imprese e fare sviluppo sostenibile a partire dalle competenze e dalle vocazioni che Torino ha consolidato negli anni, come quelle industriali, artigianali e culturali.
Questi processi di cambiamento sono di medio-lungo periodo e si basano sulle politiche educative e formative.

In questo Torino, nonostante le difficoltà della finanza locale, ha continuato a dare risposte di qualità: la città dispone di 918 servizi per la prima infanzia (mappatura ad opera di Save the Children) ed ha un tasso di copertura della domanda potenziale di servizi per l’infanzia pari al 37%, dunque superiore al parametro del 33% fissato dalla c.d. strategia di Lisbona. Ricordiamo che i criteri di accesso ai servizi per l’infanzia che abbiamo previsto nei nostri regolamenti comunali sostengono i nuclei più fragili (ad es. madri single o genitori disoccupati) e ciò è una precisa scelta politica.

In questo mandato l’offerta di servizi educativi è aumentata con nuovi nidi, nuove scuole dell’infanzia, nuovi servizi come ludo baby, SET (spazi educativi territoriali), tanto che il Rapporto Rota del 2015 ci ricorda che Torino è stata più volte premiata come città sostenibile dei bambini e delle bambine.
Del resto nelle conclusioni del capitolo dedicato all’istruzione del citato Rapporto Rota 2015 si può leggere “ è cresciuta la dotazione di asili nido cosi come il tasso di copertura della domanda potenziale” e “Torino resta la metropoli che investe di più nella scuola con politiche educative di supporto agli insegnamenti scolastici”, con ITER, con l’orientamento scolastico che dispone di un proprio centro, il COSP, e con le azioni sulla dispersione scolastica, dal SAM alla nuova Scuola dei Compiti.

TorinoCittaUniversitaria è il piano di cui si è dotata questa Amministrazione Comunale per mettere a valore la vocazione universitaria torinese: atenei più forti nella didattica sono più forti anche nella ricerca e la sinergia tra i due profili crea quella ricaduta scientifica, economica e sociale a vantaggio del territorio.

Le politiche cittadine, che hanno visto alleati la Città e gli Atenei, hanno fatto sì che gli studenti internazionali in questi ultimissimi anni siano aumentati del 366 % e del 122% quelli fuori sede.

IL FUTURO CHE VOGLIAMO DISEGNARE

Anzitutto è necessario continuare l’approccio avuto in questi anni di mandato: concepire i diversi cicli formativi dall’infanzia all’università come una unica filiera educativa, in cui ogni segmento è al servizio dell’intero percorso educativo e la cooperazione rafforza i diversi passaggi. Tanti sono stati i progetti di filiera che si sono giovati delle connessioni educative e che proprio la collaborazione ha reso possibili e sostenibili: Scuola dei Compiti, Bambini/e un giorno all’Università, Scuola 2.0, SummerJuniorUniversity e molti altri.

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SERVIZI PER L’INFANZIA

L’offerta di posti nei nidi deve aumentare per dare maggiori opportunità alle donne di lavorare e alle nascite da un lato, ma anche per accrescere le possibilità di accesso per le bambine e i bambini a servizi educativi che sono decisivi per il loro futuro successo scolastico: per questo altri nidi sono in corso di realizzazione (area ex INCET, Piastra Parri ed altri) nelle aree dove è più alta la domanda.

Strumenti di gestione dei nidi in concessione che garantiscano la continuità pluriennale dell’offerta di servizio e la sostenibilità economica per le famiglie e per la Città.

Il ventaglio di proposte per tipologia, orari di servizio e modalità di erogazione deve continuare ad adeguarsi ad una domanda sempre più diversificata in una comunità cittadina adulta che ha differenti modi di vivere la genitorialità e di lavorare. Questa diversità nell’offerta deve però mantenere al centro la qualità educativa e il benessere dei bimbi.

Costruzione di un sistema integrato dei servizi per l’infanzia 0/6:

• Indicatori di qualità condivisi e applicabili in tutti i nidi siano a gestione diretta comunale, in concessione, in convenzione o privati con il percorso partecipato “la grammatica della qualità”.

• Formazione comune tra i diversi gestori di educatrici/ori e operatrici/ori.

• Formazione comune per le scuole dell’infanzia comunali e statali.

• Continuità tra nidi e scuole d’infanzia

• Spazi di partecipazione e attività per genitori e nonni.

• Impiego di tirocini formativi di laureati e laureandi per percorsi specialistici (dislessia, psicomotricità ecc).

• Monitoraggio della qualità dei servizi sulla base degli indicatori condivisi.

• Internazionalizzazione di più scuole dell’infanzia sul modello della Scuola di Via Lodovica per favorire l’attrattività internazionale di Torino per famiglie di altri Paesi (ricercatori, dottorandi, lavoratori e lavoratrici).

• Iscrizione unificata scuole infanzia comunali, paritarie e statali: creazione programma software per uffici e app per famiglie.

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ITER E SERVIZI INTEGRATIVI

Casa delle bambine e dei bambini: un luogo simbolico e di visibilità delle progettualità dei centri di cultura di ITER e della sua funzione di ente di formazione a disposizione delle scuole e dei servizi SET ( spazi educativi territoriali): sul modello di quelli già aperti, spazi polivalenti e multifunzione, da ludo baby a ludoteca, centro bambini/genitori.

Scuole Aperte: creare reti di scuole aperte in orario extrascolastico con attività di associazionismo del territorio e apertura di nuovi cortili scolastici.

TURISMO SCOLASTICO: Torino ha un’offerta pubblica e privata di musei educativi e di sezioni didattiche museali che non ha pari in Italia ( AcomeAmbiente, Museo della scuola, Museo del Risparmio, PAV, Fondazione Sandretto, GAM, Castello di Rivoli solo per citarne alcuni), proponiamo pacchetti di turismo scolastico alle altre città.

Il turismo scolastico a Torino potrebbe incrociare le trasformazioni urbane e le molte ridestinazioni dei luoghi di Torino e diventare un unicum nel campo dell’educazione al cambiamento.

SCUOLA: dall’obbligo d’istruzione al diploma superiore

Il numero di studenti che si iscrivono alle superiori è in aumento e negli ultimissimi anni è cresciuto il numero dei diplomati che oggi è al 75% dal 70 % dei diciannovenni: il dato medio nazionale è pari al 77%.
Un quarto circa delle/gli studenti torinesi non è di cittadinanza italiana ed è di altro ceppo linguistico: i più numerosi sono di lingua francese, spagnola, araba, inglese e cinese).

I tassi di abbandono scolastico nelle superiori sono ancora elevati e mancano strumenti di tracciabilità della dispersione scolastica e dei passaggi da istruzione a formazione e viceversa; sul recupero della dispersione bisogna agire non percorsi individualizzati così come è necessario valorizzare di più la componente multietnica delle scuole torinesi.

• Accesso del Comune all’Anagrafe degli studenti per conoscere esattamente i dati e i percorsi, programmare l’offerta, misurare l’adempimento dell’obbligo di formazione, connettere l’offerta anche formativa alla domanda.

• Orientamento scolastico: formazione degli insegnanti sui percorsi scolastici e formativi successivi alla scuola secondaria di primo grado.

• Informazione sugli strumenti (borse e assegni di studio) a supporto di chi versa in condizioni economiche disagiate.

• COSP e Arianna: condividere gli strumenti a livello di area metropolitana.

• Laboratori più adeguati negli istituti tecnici in collaborazione con imprese, artigiani e fablab.

• Valorizzazione delle lingue madri e della differenza culturale come ricchezza e opportunità per tutti e per evitare lo spreco di queste competenze.

• Potenziamento della lingua inglese nelle scuole secondarie di primo grado con teacher assistant di linguamadre.

• Percorsi individualizzati contro la dispersione scolastica.

• Supporto alla didattica innovativa e digitale garantendo la connettività a banda larga delle scuole e la formazione degli insegnanti con progetti in collaborazione con Atenei.

• Favorire reti tra scuole e poli di competenze tematiche per rafforzare l’efficacia delle azioni progettuali.

• Favorire la partecipazione, la condivisione dei processi decisionali tra Autonomie scolastiche e la Città, lo scambio delle buone pratiche e della didattica innovativa.

• Promuovere e favorire l’inclusione e l’autonomia degli studenti disabili in sintonia con l’Accordo di Programma.

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PIANO ADOLESCENTI

L’Italia è fanalino di coda dei paesi OCSE per numero di laureati e Torino da Nord guida in negativo la classifica: come non associare il dato dei pochi laureati e in generale della bassa formazione dei nostri giovani con il dato per cui Torino si distingue tra le città del Nord: quello della disoccupazione giovanile?
Siamo convinti che la differenza per cambiare il verso a queste tendenze sia l’alta formazione delle ragazze e dei ragazzi torinesi; infatti le assunzioni calano al calare delle qualifiche dei giovani: tra i laureati i tassi di disoccupazione sono decisamente bassi, soprattutto per certi corsi di laurea.

Del resto la disoccupazione in generale colpisce quei quartieri della città dove è più forte la presenza di cittadini con minori strumenti formativi e anche di NEET, fenomeno giovanile.

E’ necessario intercettare queste storie di vita e intesserle in tessuti rigenerativi di welfare valorizzante le competenze individuali ma anche tracciare meglio questi percorsi soggettivi, studiarli e individuarne le ragioni.

• Creare una nuova cultura del lavoro fondata sulla consapevolezza delle proprie attitudini e dei propri talenti, sulla capacità di cambiamento, sulle capacità cooperative e imprenditive ( format Progetto Talento con incontri, visite in aziende, stage formativi e orientativi nelle imprese).

• Mappe della conoscenza territoriale: perché gli adolescenti ci diano il loro sguardo su Torino e siano cittadine/i attivi e consapevoli di risorse e criticità.

• Sostenere e promuovere gli scambi scolastici internazionali.

• Promuovere la partecipazione delle/gli adolescenti ai percorsi decisionali della Città negli ambiti che li riguardano dalle progettualità specifiche ai trasporti.

• Promuovere la conoscenza delle scuole dell’eccellenza artigianale della città.

• Promuovere una cultura consapevole dei processi cognitivi adolescenziali attraverso le neuroscienze

• Promuovere una genitorialità consapevole e autorevole per affrontare il passaggio adolescenziale dei figli.

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TORINOCITTAUNIVERSITARIA

La Città ha lavorato in rete, insieme a tutti gli attori di TorinoCittàUniversitaria, con molti tavoli di coprogettazione e di azioni condivise, che hanno conseguito successo atteso che gli studenti internazionali in questi ultimi anni sono aumentati del 366% e quelli fuori sede del 122%, così come gli immatricolati agli Atenei torinesi, in controtendenza rispetto al resto del Paese, sono costantemente aumentati. Ora che tutta la città è consapevole dell’asset strategico che il profilo dell’alta formazione rappresenta per il futuro è necessario impegnarci per l’aumento degli spazi didattici, delle opportunità per il diritto allo studio, e per progetti volti a far scegliere agli studenti internazionali e fuori sede la nostra Città per viverci e lavorarci.

Per le ragazze e i ragazzi che a Torino risiedono è da rilevare come la percentuale dei diplomati che si iscrivono all’università è pari al 56% ( quella nazionale è pari al 47%) e il numero di giovani laureati a Torino è al di sotto del 20% e inferiore a quello delle grandi citta del Nord Italia.

• Aumentare il numero di giovani torinesi laureati per accrescere l’offerta di lavoro di qualità

• Potenziare le azioni di orientamento verso l’università, l’alta formazione e gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) come alternativa a lauree triennali per certi percorsi.

• Informare sulle maggiori potenzialità occupazionali per i laureati.

• Sostenere le azioni di welfare studentesco: residenze a prezzo calmierato, collaborazione con EDISU su aule studio, ristoranti universitari e sportello casa,spazi per lo sport e sostegno alle attività sportive anche in collaborazione con il CUS.

• Aumentare di concerto con gli Atenei gli spazi didattici e di studio.

• Indagare le ragioni di permanenza a Torino dei laureati fuori sede e internazionali per favorire la loro stabilizzazione in città.

• Promuovere l’internazionalizzazione di TorinoCittaUniversitaria.

LIFELONGLEARNING

Creare un sistema efficace di formazione aggiornamento degli adulti di concerto con le organizzazioni produttive, con gli Atenei, con il sistema scolastico e professionale, allo scopo di un maggior dinamismo nelle competenze scientifiche, culturali e tecnologiche soggette a continue innovazioni.

EDILIZIA SCOLASTICA

Piano di utilizzo ragionato dei 320 edifici scolastici sulla scorta degli attuali tassi di occupazione e dei flussi demografici rilevati con prospettive dei prossimi 5, 10 e 15 anni.

Piano di efficientamento energetico degli edifici scolastici con interventi a doppia valenza sia manutentiva che di risparmio energetico con la formula e.s.co.

Piattaforma digitale Banca dati sul patrimonio edilizio scolastico: dai dati CPI a quelli SCIA, all’antisimica, alla Carta d’identità della scuola, ai dati edilizi Programma informatico di gestione delle domande delle scuole di intervento di manutenzione con indicatori di priorità e interattivo tra scuole e uffici edilizia scolastica.

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